*sociologo, Università Cà Foscari di Venezia
Questo saggio.
Dell’agricoltura sociale in Italia si sono occupati, finora, due tipologie di soggetti: coloro che la sperimentano concretamente (specialmente, nel caso italiano, cooperative sociali e le aziende agricole) e, in campo accademico e istituzionale, esperti, ricercatori e studiosi afferenti a discipline agronomiche. Ad oggi manca, a nostro avviso, uno sguardo da parte degli attori del welfare, che pure intercettano queste esperienze, collaborano, le sostengono. Questo saggio intende proporre un primo approccio riflessivo a questo mondo, popolato da interlocutori appassionati e competenti, che stanno realizzando, in forme assai diverse fra loro, proposte di welfare sostenibile.
Lo faremo partendo da quello che definiremo il “paradosso di Morin”1, e applicandolo all’oggetto del nostro
lavoro affermeremo con convinzione che l’agricoltura sociale è “100% produzione di vegetali e 100%
generazione di relazioni”.
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