
Dal 1966 al 1974 a Capodarco di Fermo, con i disabili fisici, la loro emancipazione lavorativa, le realizzazioni affettive nelle famiglie create. La forte relazione coi giovani dell’obiezione di coscienza.
Dal 1974 da Capodarco a Roma: l’espansione nei quartieri con i gruppi famiglia, le cooperative di lavoro, i servizi di frontiera. Anche la disabilità mentale con la formazione professionale, i tirocini in azienda. Dal 1975 ad oggi più di 500 disabili mentali occupati normalmente. Centro diurno per i più gravi. A Grottaferrata nel ’78 la nascita della Cooperativa Agricoltura Capodarco e il suo Centro di Formazione Professionale, ora con 45 allievi.
Dal 1997 al 2004 a Roma la progettualità del “prima del dopo”, confluita nel progetto della Borghesiana del 1998, iniziato ma non completato, nella disillusione del rapporto con le istituzioni. L’inizio allora del lavoro con le famiglie dei disabili. Nel 2003 i laboratori sociali di pasta all’uovo, ceramica e restauro del legno. Nel 2004 la nascita della Fondazione Prima del Dopo Capodarco Onlus, operante nella Regione Lazio con 25 associazioni di genitori di disabili. Dal 2005 il Fondatore di Capodarco da Roma si trasferisce a Grottaferrata per costruire, in armonia con la Cooperativa Agricoltura Capodarco, un futuro di integrazione in vista del “dopo di noi”. La cooperativa è molto attiva nel territorio: fa nascere nel 2007 il laboratorio sociale Viva-io che accoglie 16 tra disabili mentali e psichiatrici, ed ha la grande tensione ideale dell’Agricoltura Sociale: il ritorno alla terra dei giovani, includendo i più deboli, come i disabili, nel lavoro agricolo.
Nel maggio 2010 la Fondazione Prima del Dopo apre la Casa Famiglia Milly e Memmo, nel ricordo dei fondatori del gruppo famiglia e della Cooperativa. Con l’aiuto delle famiglie per un processo di emancipazione che chiamiamo del “durante noi”. Sei giorni alla settimana di vita di autonomia, di apprendimento di valori di vita, di relazioni tra loro e con i volontari per i 20 disabili oggi accolti. Essi sentono la Casa Famiglia come loro seconda casa, in una vita piena degli ospiti, di cui sono contenti i genitori. Nel giugno 2013 il gruppo “San Michele”, appartamento di residenzialità stabile con 6 ragazzi senza più genitori o difficoltà di relazioni familiari.
A Genzano ora, dal gennaio 205, un completamento dell’esperienza del “durante noi” di Grottaferrata, che è anche luogo di preparazione a ciò, per il “dopo di noi” necessario per gli ospiti senza più famiglia o in grandissima difficoltà per l’anzianità dei genitori. Una struttura molto grande che viene divisa nella Casa dei Disabili e nella Casa dei Giovani del Mondo, per un processo di integrazione coi giovani in tutti gli aspetti della vita, dal lavoro alla cittadinanza attiva. I giovani, anch’essi alla ricerca del loro futuro impegnato, nella forza di comunione profonda con i disabili, definiti da Giovanni Paolo II “testimoni privilegiati di umanità, se accolti”, devono trovare tutto uno spazio di animazione e progettazione per cambiare questa società nella sua disumanità.
Tutta la Casa Anna Maria di Genzano con i giovani e i disabili, un incubatore di progettualità sociali… di sogni.
«Se si sogna da soli il sogno non si realizza. Sognando insieme il sogno diventa realtà»
Proverbio dell’America Latina.
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con causale: per le case famiglia di Capodarco
per approfondire
lettera di una mamma versione originale
Il nostro modello di casa famiglia integrata
