
L’Ambasciatrice della cucina romana nel mondo Anna Dente, cuoca e contadina dell’Osteria di San Cesario, ha deliziato i palati degli ospiti con la sua Matriciana, elaborando i prodotti d agricoltura sociale della cooperativa Agricoltura Capodarco.
Matriciana, polpette della nonna Maria, Lane agli asparagi accompagnati dai vini della cooperativa, come il Biancordarco senza solfiti, sono stati un mix straordinario che ha voluto esaltare la qualità dei prodotti di agricoltura sociali, buoni due volte come più volte ribadito durante la serata. Buoni perché biologici e legati alla tradizioni del territorio, buoni perché frutto dell’inclusione sociale di disabili o altre persone svantaggiate che hanno trovato in agricoltura uno spazio di inclusione e di riscatto.
Tanti gli ospiti, tra cui i rappresentati del mondo delle Istituzioni, dell’imprenditoria e dell’associazionismo che hanno potuto degustare ricette tipiche della tradizione romana e locale, rielaborati dalla creatività di Anna Dente che ben rappresenta i valori che si celano dietro l’agricoltura sociale come: il legame con il territorio, la solidarietà, l’attenzione alla qualità umana e sociale.
La serata è stata l’occasione per presentare il progetto “Fattoria Sociale Tenuta della Mistica”, realtà di frontiera realizzata a Roma, tra i quartieri popolari di Tor Bella Monaca, Torre Maura e Tor Sapienza.
La fattoria che nasce su terreni pubblici, esempio virtuoso di collaborazione tra Terzo Settore e enti pubblici, ospita già da due anni un laboratorio sociale con ragazzi del disagio mentale, ormai esperti agricoltori. L’obiettivo della cooperativa Agricoltura Capodarco, come più volte ribadito dal suo Presidente Salvatore Stingo, dal responsabile del Consorzio Alberto Bastiani Carlo De Angelis, è realizzare lì un caseificio dove iniziare un laboratorio sociale per la per la trasformazione del latte di pecora.
L’inizio dell’estate è stata dunque salutata attraverso una serata del gusto unico. Un ringraziamento va a Anna Dente alla sua sensibilità e alla sua innata capacità e creatività nel rielaborare i prodotti della terra e a tutti coloro che hanno dato e daranno il loro contributo per realizzare il caseificio, che sarà molto di più di un luogo di produzione di formaggio. Sarà il luogo del riscatto, di una nuova idea di sviluppo del territorio di Roma che parte dai beni comuni, e da quelle persone che mai troverebbero spazio nell’attuale sistema economico e culturale.
